金子 みすゞ - 波
波は子供、 手つないで、笑つて、 そろつて來るよ。 波は消しゴム、 砂の上の文字を、 みんな消してゆくよ。 波は兵士、 沖から寄せて、一ぺんに、 どどんと鐵砲うつよ。 波は忘れんぼ、 きれいなきれいな貝がらを、 砂の上においてくよ。 |
Nami
Nami wa kodomo, te tsunaide, waratte, sorotte kuru yo. Nami wa keshigomu, suna no ue no moji wo, minna keshite yuku yo. Nami wa heishi, oki kara yosete, ippen ni, dodon to teppou utsu yo. Nami wa wasurenbo, kireina kireina kaigara wo, suna no ue ni oite'ku yo. |
Le Onde Le onde son delle bambine
tenendosi strette per mano.
Le onde sono come gomme, cancellano tutti i caratteri che sono [scritti] sulla sabbia. Le onde sono dei soldati che si avvicinano dal mare¹ sparando² nello stesso istante. Le onde sono smemorate, lasciano [sempre] sulla sabbia delle bellissime conchiglie. |
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[] Aggiunte. ¹ Lett. Dal mare aperto, dal largo. ² Nel testo originale è presente l'onomatopea どどん (dodon), che riproduce il rumore di un colpo di arma da fuoco (in questo caso di fucile). La poesia mostra un'alternanza di immagini: la prima e la terza strofa descrivono l'approssimarsi delle onde, la seconda e la quarta il loro ritrarsi (per effetto). Suggestivo è anche il contrasto tra le stesse coppie di strofe: bambine ridenti e soldati che sparano; caratteri cancellati e conchiglie lasciate sulla sabbia. |
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Per la traduzione ©Giugno2022 Francesco Segola
Vietata la riproduzione della traduzione senza il mio consenso.
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domenica 5 giugno 2022
Kaneko Misuzu - Nami (Le Onde)
martedì 31 maggio 2022
Kaneko Misuzu - Gakkou (La Scuola)
金子 みすゞ - 學校
舟でくる子もありました、 峠を越す子もありました。 うしろは山で蟬の聲、 まへはつつみで葦の風。 田圃を越えて海がみえ、 眞帆も片帆もゆきました。 赤い瓦に、雪が消え、 青いお空に桃が咲き、 新入生のくるころは、 鳰も、かへろも啼きました。 黒いつつみを背におひ、 あかい苺ももぎました。 赤い瓦の學校よ、 水にうつつた、あの屋根よ、 水にうつつた、影のよに、 いまはこころにあるばかり。 |
Gakkou
Fune de kuru ko mo arimashita, touge wo kosu ko mo arimashita. Ushiro wa yama de semi no koe, mae wa tsutsumi de ashi no kaze. Tanbo wo koete umi ga mie, maho mo kataho mo yukimashita. Akai kawara ni, yuki ga kie, aoi o-sora ni momo ga saki, shinnyuusei no kuru koro wa, nio mo, kaero mo nakimashita. Kuroi tsutsumi wo sena ni oi, akai ichigo mo mogimashita. Akai kawara no gakkou yo, mizu ni utsutta, ano yane yo, mizu ni utsutta, kage no yo ni, ima wa kokoro ni aru bakari. |
La Scuola Tra le bambine c'era chi veniva in barca Sul retro, i monti col frinire di cicale; davanti, il vento tra le canne¹ nel canale². Andando poi oltre i campi, si vedeva il mare col suo viavai di vele issate ed ammainate. E poi, sparita dalle tegole³ la neve, quando nel cielo azzurro i peschi erano in fiore, proprio all'arrivo [a scuola] delle nuove allieve (4), rumoreggiavano i tuffetti (5) e anche le rane. E noi raccoglievamo rosse fragoline portando in spalla le nostre cartelle nere. O scuola mia dalle [belle] tegole rosse, con quel tuo tetto che si rifletteva in acqua... Ora non resta che nel cuore, come fosse solo un riflesso d'ombra in uno specchio d'acqua.(6) |
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¹ Ashi (葦), cannuccia di palude. ² Argine di fiume, di canale. ³ Lett. Tegole rosse. [] Aggiunte. (4) In Giappone l'anno scolastico inizia in primavera, ad aprile. (5) Nio (鳰), nome antico del kaitsuburi (カイツブリ), il tuffetto minore (o svasso minore), un uccello acquatico appartenente alla famiglia dei podicipedidi. Il kanji del nome deriva probabilmente dall'abilità nel tuffo/nuoto (水に入る鳥). (6) Lett. Come un'ombra riflessa nell'acqua. |
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Per la traduzione ©Maggio2022 Francesco Segola
Vietata la riproduzione della traduzione senza il mio consenso.
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domenica 15 maggio 2022
Kaneko Misuzu - Kaguya-hime (La Principessa Kaguya)
金子 みすゞ - かぐやひめ
— おはなしのうたの二 — 竹のなかから うまれた姫は、 月の世界へ かへつて行つた。 月の世界へ かへつた姫は、 月のよるよる 下見て泣いた。 もとのお家が こひしゆて泣いた、 ばかな人たち かはいそで泣いた。 姫はよるよる 變はらず泣いた、 下の世界は ずんずん變はつた。 爺さん婆さん なくなつてしまうた、 ばかな人たちや 忘れてしまうた。 |
Kaguya-hime
— O-hanashi no uta no ni — Take no naka kara umareta hime wa, tsuki no sekai e kaette itta. Tsuki no sekai e kaetta hime wa, tsuki no yoruyoru shita mite naita. Moto no o-uchi ga koishute naita, bakana hitotachi kawaisode naita. Hime wa yoruyoru kawarazu naita, shita no sekai wa zunzun kawatta. Jiisan baasan nakunatte shimouta, bakana hitotacha wasurete shimouta. |
La Principessa Kaguya* — Racconti in poesia 2 — La principessa che era nata
fece ritorno sulla luna¹.
Ma, anche una volta ritornata², nelle notti in cui risplendeva³, guardando in basso, lei piangeva. Con lacrime di nostalgia per quella ch'era casa sua, con lacrime di compassione per quelle stupide persone.(4) Di notte in notte, era incessante la principessa col suo pianto.(5) Di contro, il mondo di laggiù, gira e rigira, era già un altro.(6) La vecchia e il vecchio erano morti e di lei, in quegli sciocchi umani, non rimanevano ricordi.(7) |
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* Forse il più noto personaggio della favolistica giapponese, è la protagonista del racconto del X secolo 竹取物語 (Taketori-monogatari - Storia di un tagliabambù). [] Aggiunta. ¹ Lett. Nel mondo della luna. ² Lett. La principessa ritornata nel mondo della luna. ³ Lett. Nelle notti di luna. (4) Lett. Piangeva per la mancanza della sua vecchia casa, piangeva compatendo gli sciocchi umani. Nel racconto originale si può leggere invece che, una volta indossata la veste di piume (羽衣 - hagoromo), in Kaguya svanisce ogni pensiero/sentimento (もの思ひ - monoomoi, inteso anche come preoccupazione) legato alla vita terrena, compreso l'affetto provato per i due vecchi che l'avevano cresciuta. [天人が]ふと天の羽衣[姫に]うち着せたてまつれば、[姫は]翁を「いとほし、かなし」と思しつることも失せぬ。この衣着つる人は、もの思ひなくなりにければ (Shinchōsha, 2014, pag.82). (5) Lett. Notte dopo notte, invariabilmente piangeva. (6) Lett. Era cambiato rapidamente, a vista d'occhio. (7) Lett. L'avevano completamente dimenticata. |
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Per la traduzione ©Maggio2022 Francesco Segola
Vietata la riproduzione della traduzione senza il mio consenso.
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sabato 30 aprile 2022
Kaneko Misuzu - Obaasama no Byouki (La Malattia della Nonna)
金子 みすゞ - お祖母樣の病氣
お祖母さまが御病氣で、 庭には草がのびました。 花咲くころは朝ごとに、 佛さまに、と剪つてゐた、 薔薇の葉つぱは穴だらけ、 松葉ぼたんも枯れました。 となりから來る鶏も、 なにか小くびをかしげます。 晝もひろうて、しんとして、 秋の風が吹いてゐて、 空屋みたいになりました。 |
Obaasama no Byouki
Obaasama ga go-byouki de, niwa ni wa kusa ga nobimashita. Hana saku koro wa asagoto ni, hotoke-sama ni, to kitte ita, bara no happa wa anadarake, matsubabotan mo karemashita. Tonari kara kuru niwatori mo, nanika kokubi wo kashigemasu. Hiru mo hiroute, shinto shite, aki no kaze ga fuite ite, akiya mitai ni narimashita. |
La Malattia della Nonna Per la malattia della nonna, Le rose che lei, ogni mattina, al tempo della fioritura, coglieva in omaggio ai defunti han le foglie bucherellate, così come le portulache¹ ormai sono tutte appassite. Per questo, pure le galline che vengono dal vicinato chinano un po' smarrite il capo². Anche quando il sole è già alto³, regna la quiete più assoluta e, al soffio del vento autunnale, sembra una casa abbandonata (4). |
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¹ 松葉牡丹 (Matsubabotan), portulaca grandiflora. ² 小首を傾げる (Kokubi wo kashigeru), traducibile con “piegare il capo”, è espressione di un gesto di manifesta incertezza, di dubbio, di smarrimento. ³ A giorno inoltrato (interpretazione). (4) Lett. È diventata simile ad una casa vuota. |
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Per la traduzione ©Aprile2022 Francesco Segola
Vietata la riproduzione della traduzione senza il mio consenso.
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sabato 26 marzo 2022
Kaneko Misuzu - Origami-asobi (Gioco d'Origami)
金子 みすゞ - 折紙あそび
あかい、四角な、色紙よ、 これで手品をつかひましよ。 私の十のゆびさきで、 まづ生れます、虚無僧が。 みるまに化ります、鯛の尾に、 ほらほら、ぴちぴちはねてます。 鯛もうかべば帆かけ舟、 舟は帆かけてどこへゆく。 その帆おろせばニ艘舟、 世界のはてまでニ艘づれ。 またもかはれば風ぐるま、 ふつと吹きましよ、まはしましよ。 まだも變はつてお狐さん、 コンコン、こんどはなんに化きよ。 そこで化けます、紙きれに、 もとの四角な色紙に。 なんてふしぎな紙でせう、 なんて上手な手品でせう。 |
Origami-asobi
Akai, shikakuna, irogami yo, kore de tezuma wo tsukaimasho. Watashi no too no yubisaki de, mazu umaremasu, komusou ga. Mirumani narimasu, tai no o ni, horahora, pichipichi hanete'masu. Tai mo ukabeba hokake-bune, fune wa ho kakete doko e yuku. Sono ho oroseba nisou-bune, sekai no hate made nisou-zure. Matamo kawareba kazaguruma, futto fukimasho, mawashimasho. Madamo kawatte o-kitsune-san, konkon, kondo wa nan ni bakyo. Soko de bakemasu, kamikire ni, moto no shikakuna irogami ni. Nante fushigina kami deshou, nante jouzuna tezuma deshou. |
Gioco d'Origami Quadrato mio di carta rossa¹, Con la punta delle mie dita² per prima cosa darò vita a un mendicante komusou³. Che si trasforma in un istante nella coda d'un pesce tai.(4) Guarda un po' come si dimena!(5) Fuor d'acqua (6) si fa barca a vela. Spiegata al vento, dove andrà? Smessa la vela, ecco due barche dirette ai margini del mondo. Cambiando ancora, è una girandola. A soffi la farò girare! E poi di nuovo, ora da volpe, dimmi konkon con quale aspetto stavolta ti presenterai.(7) Con quello d'un pezzo di carta, quale eri prima, un quadratino fatto di carta colorata. Che carta piena di sorprese! E che magia ben realizzata! |
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¹ Lett. Lett. Carta rossa quadrata. ² Lett. Delle mie dieci dita. ³ Lett. Nascerà un komusō (虚無僧 - monaco mendicante). (4) Tai (鯛), pesce pagro. (5) Lett. Guarda come saltella energicamente (ぴちぴち - pichipichi). (6) Lett. Emergendo. (7) Lett. In cosa ti trasformerai? Nelle favole e nei racconti folkloristici giapponesi la volpe è in grado di assumere qualsiasi aspetto. Konkon (コンコン) è un'onomatopea che riproduce il suo verso. Nel testo originale è allitterata con kondo. |
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Per la traduzione ©Marzo2022 Francesco Segola
Vietata la riproduzione della traduzione senza il mio consenso.
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lunedì 31 gennaio 2022
Kaneko Misuzu - Kobutori (Cacciabitorzi)
金子 みすゞ - こぶとり
— おはなしのうたの一 — 正直爺さんこぶがなく、 なんだか寂しくなりました。 意地悪爺さんこぶがふえ、 毎日わいわい泣いてます。 正直爺さんお見舞いだ、 わたしのこぶがついたとは、 やれやれ、ほんとにお氣の毒、 も一度、一しよにまゐりましよ。 山から出て來た二人づれ、 正直爺さんこぶ一つ、 意地悪爺さんこぶ一つ、 二人でにこにこ笑つてた。 |
Kobutori
— O-hanashi no uta no ichi — Shoujiki-jiisan kobu ga naku, nandaka sabishiku narimashita. Ijiwaru-jiisan kobu ga fue, mainichi waiwai naite'masu. Shoujiki-jiisan o-mimai da, watashi no kobu ga tsuita to wa, yareyare, honto ni o-ki no doku, mo ichido, issho ni mairimasho. Yama kara dete kita futari-zure, shoujiki-jiisan kobu hitotsu, ijiwaru-jiisan kobu hitotsu, futari de nikoniko waratte'ta. |
Cacciabitorzi* — Racconti in poesia 1 — Il vecchio bonaccione,
era un po' sconsolato.
Il vecchio brontolone, che ne aveva più d'uno¹, ogni giorno piangeva disperato. Il buon vecchietto allora andò da lui a trovarlo: “Quello che hai m'appartiene. Dio mio, che dispiacere!² Proviamoci di nuovo, andiamo insieme!”³ Ed una volta usciti fuori dalla montagna, sia il vecchio bonaccione che il vecchio brontolone ridevano felici, ognuno con il suo bitorzolone.(4) |
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¹ Lett. Che aveva più bitorzi. ² Lett. Mi dispiace molto che tu abbia il mio bitorzo. ³ Lett. Andiamoci (sott. dagli oni) di nuovo insieme. (4) Lett. I due, usciti dalla montagna, ridevano tra di loro, il vecchio onesto con un bitorzo, il vecchio scorbutico con un bitorzo. * Per comprendere il senso della poesia è indispensabile conoscere il racconto originale da cui è stato preso spunto. I protagonisti della favola 瘤取り (Kobutori), conosciuta anche come 瘤取り爺さん (Kobutori-jiisan) e presente nella terza parte del primo rotolo dello 宇治拾遺物語 (Uji shūi monogatari) con il titolo 鬼に瘤を取られる事 (Oni ni kobu wo torareru koto - la storia del bitorzo tolto dagli oni), sono due vecchietti, uno gentile ed onesto (正直 - shōjiki), l'altro indolente e scorbutico (意地悪 - ijiwaru). Entrambi hanno una protuberanza (瘤 - kobu) delle dimensioni di una grossa arancia kōji (大柑子 - ōkōji) su una guancia. Un giorno il vecchio gentile viene sorpreso da un temporale in montagna e trova riparo nell'incavo di un albero, dove si addormenta. Giunta la notte, il vecchio viene attirato dalla musica di un banchetto di oni (in altre versioni sono dei tengu) e inizia a ballare. Affascinato dalla sua danza, il capo degli oni gli impone di intrattenerli di nuovo la notte successiva, prendendo in pegno ciò che ritiene essere di gran valore per il vecchio, ovvero il suo bitorzo. Il vecchio, tornato alla sua casa, racconta l'accaduto al vicino scorbutico che si reca quella notte stessa dagli oni per cercare di farsi togliere la sua protuberanza. Dimostratosi tuttavia incapace di danzare, viene punito con la restituzione dell'altro bitorzo. In questo suo seguito ideale, Kaneko-san racconta che il vecchio gentile, sentendo la mancanza del suo bitorzo e provando pena per la condizione del vicino, torna insieme al vecchio scorbutico dagli oni riottenendo il suo kobu per la felicità di entrambi. Di questo racconto/favola esistono anche diverse versioni animate. Vale la pena di menzionare il cortometraggio del 1929 瘤取り (che potete trovare qui) e il primo episodio della serie del 1975 まんが日本昔ばなし (Manga Nippon Mukashibanashi) dal titolo こぶとり爺さん (che potete trovare qui). |
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Per la traduzione ©Gennaio2022 Francesco Segola
Vietata la riproduzione della traduzione senza il mio consenso.
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giovedì 13 gennaio 2022
Kaneko Misuzu - Suzume (I Passeri)
金子 みすゞ - 雀
ときどき私はおもふのよ。 雀に御馳走してやつて、 みんな馴らして名をつけて、 肩やお掌にとまらせて、 よそへあそびに行くことを。 けれどもぢきに忘れるの。 だつて、遊びはたくさんで、 雀のことなんか忘れるの。 思ひ出すのは夜だもの、 雀のゐない夜だもの。 いつも私のおもふこと、 もしか雀が知つてたら、 待ちぼけばつかししてるでしよ。 わたし、ほんとにわるい子よ。 |
Suzume
Tokidoki watashi wa omou no yo. Suzume ni gochisou-shite yatte, minna narashite na wo tsukete, kata ya o-tete ni tomarasete, yoso e asobi ni iku koto wo. Keredomo jiki ni wasureru no. Datte, asobi wa takusan de, suzume no koto nanka wasureru no. Omoidasu no wa yoru da mono, suzume no inai yoru da mono. Itsumo watashi no omou koto, moshika suzume ga shitte'tara, machiboke bakkashi shite'ru desho. Watashi, honto ni warui ko yo. |
I Passeri Di tanto in tanto penso... ...di andar fuori a giocare, dar da mangiare ai passeri, e poi ammaestrarli tutti dando a ciascuno un nome, farli posare in spalla oppure sulle mani. Ma, in un batter di ciglia, l'ho già dimenticato.* Per i tanti altri giochi, io mi scordo dei passeri. Me ne ricordo solo di notte, quando ormai loro non ci son più. Se i passeri sapessero quello che ho sempre in mente, starebbero soltanto invano ad aspettare. Sono proprio, davvero una bimba cattiva. |
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* Lett. Me ne dimentico subito. |
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Per la traduzione ©Gennaio2022 Francesco Segola
Vietata la riproduzione della traduzione senza il mio consenso.
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sabato 27 novembre 2021
Takamura Kōtarō - Nakihito ni (A una Persona Morta)
高村 光太郎 - 亡き人に
雀はあなたのやうに夜明けにおきて窓を叩く
枕頭のグロキシニヤはあなたのやうに黙つて咲く
朝風は人のやうに私の五体をめざまし
あなたの香りは午前五時の寝部屋に凉しい
私は白いシイツをはねて腕をのばし
夏の朝日にあなたのほほゑみを迎へる
今日が何であるかをあなたはささやく
権威あるもののやうにあなたは立つ
私はあなたの子供となり
あなたは私のうら若い母となる
あなたはまだゐる其処にゐる
あなたは万物となつて私に満ちる
私はあなたの愛に値しないと思ふけれど
あなたの愛は一切を無視して私をつつむ
昭和一四年七月一六日
『智惠子抄』より(日本図書センター、1999)
**********************
Nakihito ni
Suzume wa anata no you ni yoake ni okite mado wo tataku
Chintou no gloxinia wa anata no you ni damatte saku
Asakaze wa hito no you ni watashi no gotai wo mezamashi
anata no kaori wa gozen goji no nebeya ni suzushii
Watashi wa shiroi sheets wo hanete ude wo nobashi
natsu no asahi ni anata no hohoemi wo mukaeru
Kyou ga nan dearu ka wo anata wa sasayaku
Ken'i aru mono no you ni anata wa tatsu
Watashi wa anata no kodomo to nari
anata wa watashi no urawakai haha to naru
Anata wa mada iru soko ni iru
Anata wa banbutsu to natte watashi ni michiru
Watashi wa anata no ai ni ataishinai to omou keredo
anata no ai wa issai wo mushi-shite watashi wo tsutsumu
Shouwa juuyonen shichigatsu juurokunichi
"Chieko-shou" yori (Nihontosho Center, 1999)
**********************
A una Persona Morta
Come te, all'alba i passeri si svegliano,
vengono a picchiettare alla finestra.
Come te, la gloxinia accanto al letto
schiude i suoi fiori silenziosamente.
La brezza mattutina mi risveglia¹
proprio come se fosse una persona.
Il tuo profumo porta la freschezza
nella stanza alle cinque del mattino.
Metto da parte le lenzuola bianche,
distendo le mie braccia e così accolgo
il tuo sorriso al primo sole estivo².
Tu mi sussurri quel che sarà oggi,
ti ergi come chi ha il potere in mano.
Ed io mi faccio tuo bambino e tu,
tu diventi la mia giovane mamma.
Sei sempre lì e lì ti trovo ancora.
Infusa in ogni cosa³, mi riempi.
Non penso d'esser degno del tuo amore,
però, ignorando tutto, esso m'avvolge.
¹ Lett. Sveglia il mio corpo.
² Lett. Sole del mattino estivo.
³ Lett. Diventata ogni cosa.
16 luglio del 14esimo anno Shouwa (1939)
Da "Chieko-shou" (Su Chieko - 日本図書センター, 1999)
雀はあなたのやうに夜明けにおきて窓を叩く
枕頭のグロキシニヤはあなたのやうに黙つて咲く
朝風は人のやうに私の五体をめざまし
あなたの香りは午前五時の寝部屋に凉しい
私は白いシイツをはねて腕をのばし
夏の朝日にあなたのほほゑみを迎へる
今日が何であるかをあなたはささやく
権威あるもののやうにあなたは立つ
私はあなたの子供となり
あなたは私のうら若い母となる
あなたはまだゐる其処にゐる
あなたは万物となつて私に満ちる
私はあなたの愛に値しないと思ふけれど
あなたの愛は一切を無視して私をつつむ
昭和一四年七月一六日
『智惠子抄』より(日本図書センター、1999)
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Nakihito ni
Suzume wa anata no you ni yoake ni okite mado wo tataku
Chintou no gloxinia wa anata no you ni damatte saku
Asakaze wa hito no you ni watashi no gotai wo mezamashi
anata no kaori wa gozen goji no nebeya ni suzushii
Watashi wa shiroi sheets wo hanete ude wo nobashi
natsu no asahi ni anata no hohoemi wo mukaeru
Kyou ga nan dearu ka wo anata wa sasayaku
Ken'i aru mono no you ni anata wa tatsu
Watashi wa anata no kodomo to nari
anata wa watashi no urawakai haha to naru
Anata wa mada iru soko ni iru
Anata wa banbutsu to natte watashi ni michiru
Watashi wa anata no ai ni ataishinai to omou keredo
anata no ai wa issai wo mushi-shite watashi wo tsutsumu
Shouwa juuyonen shichigatsu juurokunichi
"Chieko-shou" yori (Nihontosho Center, 1999)
**********************
A una Persona Morta
Come te, all'alba i passeri si svegliano,
vengono a picchiettare alla finestra.
Come te, la gloxinia accanto al letto
schiude i suoi fiori silenziosamente.
La brezza mattutina mi risveglia¹
proprio come se fosse una persona.
Il tuo profumo porta la freschezza
nella stanza alle cinque del mattino.
Metto da parte le lenzuola bianche,
distendo le mie braccia e così accolgo
il tuo sorriso al primo sole estivo².
Tu mi sussurri quel che sarà oggi,
ti ergi come chi ha il potere in mano.
Ed io mi faccio tuo bambino e tu,
tu diventi la mia giovane mamma.
Sei sempre lì e lì ti trovo ancora.
Infusa in ogni cosa³, mi riempi.
Non penso d'esser degno del tuo amore,
però, ignorando tutto, esso m'avvolge.
¹ Lett. Sveglia il mio corpo.
² Lett. Sole del mattino estivo.
³ Lett. Diventata ogni cosa.
16 luglio del 14esimo anno Shouwa (1939)
Da "Chieko-shou" (Su Chieko - 日本図書センター, 1999)
Per la traduzione ©Novembre2021 Francesco Segola
Vietata la riproduzione della traduzione senza il mio consenso.
giovedì 30 settembre 2021
Kaneko Misuzu - Taketonbo
金子 みすゞ - 竹とんぼ
キリリ、キリリ、竹とんぼ、 あがれ、あがれ、竹とんぼ。 二階の屋根よりまだ高く、 一本杉よりまだ高く、 かつらぎ山よりまだ高く。 私のけづつた竹とんぼ、 私のかはりに飛びあがれ。 キリリ、キリリ、竹とんぼ、 あがれ、あがれ、竹とんぼ。 お山の煙よりまだ高く、 ひばりの唄よりまだ高く、 かすんだお空をつき拔けろ。 けれどもきつと忘れずに、 ここの小みちへ下りてこい。 |
Taketonbo
Kiriri, kiriri, taketonbo, agare, agare, taketonbo. Nikai no yane yori mada takaku, ippon sugi yori mada takaku, Katsuragi-san yori mada takaku. Watashi no kezutta taketonbo, watashi no kawari ni tobiagare. Kiriri, kiriri, taketonbo, agare, agare, taketonbo. O-yama no kemu yori mada takaku, hibari no uta yori mada takaku, kasunda o-sora wo tsukinukero. Keredomo kitto wasurezu ni, koko no komichi e orite koi. |
Taketonbo* Gira, mio taketonbo, gira! Più in alto anche dei tetti delle case¹, più in alto anche d'un albero di cedro, più in alto anche del monte Katsuragi!² Vola per me, per me che ti ho intagliato!³ Gira, mio taketonbo, gira! Sali, mio taketonbo, sali! Più in alto dei fumi delle montagne, più in alto anche del canto delle allodole, passa attraverso quel cielo nebbioso! Però vedi di non dimenticare di riscendere qui, in questa stradina. |
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* Il taketonbo (竹蜻蛉 - libellula di bambù) è un gioco dall'origine antica costituito da una piccola elica di bambù e da un bastoncino per farla ruotare. ¹ Case a due piani. ² Il Katsuragi-san è un monte situato nella prefettura di Yamaguchi. ³ Lett. Vola tu per me, taketonbo che ho intagliato! Kiriri dovrebbe essere una variazione di kirikiri, onomatopea che esprime il vorticare di un oggetto. |
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Per la traduzione ©Settembre2021 Francesco Segola
Vietata la riproduzione della traduzione senza il mio consenso.
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