金子 みすゞ - 金のお好きな王さま
金のお好きな王さまの 御殿は金になりました。 王樣のお手が觸るとき、 薔薇ものこらず金でした。 王樣のお手が抱くときに、 おひめさまさへ、金でした。 王樣のお手のとどくとこ、 世界はみんな金でした。 けれども、けれども、 そのときに、 空はやつぱり青でした。 |
Kin no O-sukina Ousama
Kin no o-sukina ousama no goten wa kin ni narimashita. Ousama no o-te ga sawaru toki, bara mo nokorazu kin deshita. Ousama no o-te ga daku toki ni, o-himesama sae, kin deshita. Ousama no o-te no todoku toko, sekai wa minna kin deshita. Keredomo, keredomo, sono toki ni, sora wa yappari ao deshita. |
SK178-sk4052
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Il Re che Amava l'Oro Il palazzo del re, del re che amava l'oro, era mutato in oro. Sfiorando delle rose, quelle, nessuna esclusa, diventavano d'oro. Anche la principessa, appena stretta a sé, era già tutta d'oro. Tutto ciò che riusciva a toccare con mano si tramutava in oro.* Eppure, in quei momenti, il cielo rimaneva azzurro come prima. |
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* Lett. Ogni luogo al mondo a portata delle sue mani, tutto ciò che riusciva a raggiungere con mano. |
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Per la traduzione ©Ottobre2019 Francesco Segola
Vietata la riproduzione della traduzione senza il mio consenso.
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giovedì 3 ottobre 2019
Kaneko Misuzu - Kin no O-sukina Ousama (Il Re che Amava l'Oro)
martedì 24 settembre 2019
Kaneko Misuzu - Kingyo no Haka (La Tomba del Pesce Rosso)
金子 みすゞ - 金魚の墓
暗い、さみしい、土のなか、 金魚はなにをみつめてる。 夏のお池の藻の花と、 揺れる光のまぼろしを。 靜かな、靜かな、土のなか、 金魚はなにをきいてゐる。 そつと落葉の上をゆく、 夜のしぐれのあしおとを。 冷たい、冷たい、土のなか、 金魚はなにをおもつてる。 金魚屋の荷のなかにゐた、 むかしの、むかしの、友だちを。 |
Kingyo no Haka
Kurai, samishii, tsuchi no naka, kingyo wa nani wo mitsumete'ru. Natsu no o-ike no mo no hana to, yureru hikari no maboroshi wo. Shizukana, shizukana, tsuchi no naka, kingyo wa nani wo kiite iru. Sotto ochiba no ue wo yuku, yoru no shigure no ashioto wo. Tsumetai, tsumetai, tsuchi no naka, kingyo wa nani wo omotte'ru. Kingyoya no ni no naka ni ita, mukashi no, mukashi no, tomodachi wo. |
SK160-sk4022
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La Tomba del Pesce Rosso Nell'oscura e triste terra cosa vede il pesce rosso? Vede i fiori delle alghe¹ nel laghetto in [piena] estate e il miraggio di una luce, di una luce tremolante. Nella quieta, quieta terra cosa sente il pesce rosso? Sente i passi silenziosi che calpestano le foglie nella pioggia² della notte. Nella fredda, fredda terra a che pensa il pesce rosso? Agli amici di una volta³, quelli che erano all'interno della borsa del mercante. |
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¹ 藻の花 (mo no hana - fiore d'alga) è un kigo che indica l'estate inoltrata. Il termine 藻 in questo caso dovrebbe riferirsi al 金魚藻 (kingyomo), tipo di pianta acquatica dai fiori bianchi o color giallo tenue usata per ricreare l'ambiente adatto alla vita dei pesci rossi in laghetti e vasche. ² しぐれ (時雨 - shigure), la pioggia di fine autunno/inizio inverno. Altro termine stagionale. ³ È presente la ripetizione di むかしの (mukashi no - di un tempo, di una volta). [] Aggiunta. Nella prima strofa è presente il contrasto tra l'oscurità e la luce, tra la realtà della morte e il miraggio della vita. Il senso dominante è quello della vista e la stagione di riferimento è l'estate. Nella seconda strofa ci si sposta sull'udito e l'immagine è riferibile al tardo autunno. Il contrasto è tra la quiete della terra e il rumore dei passi nella pioggia attutito dalle foglie cadute. Nella terza ed ultima strofa il freddo (immemore) della terra è confortato (o acuito, a seconda delle interpretazioni) dal ricordo lontano degli amici. |
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Per la traduzione ©Settembre2019 Francesco Segola
Vietata la riproduzione della traduzione senza il mio consenso.
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venerdì 20 settembre 2019
domenica 15 settembre 2019
Kaneko Misuzu - Suna no Oukoku (Il Regno di Sabbia)
金子 みすゞ - 砂の王國
私はいま 砂のお國の王樣です。 お山と、谷と、野原と、川を 思ふ通りに變へてゆきます。 お伽噺の王樣だつて 自分のお國のお山や川を、 こんなに變へはしないでせう。 私はいま ほんとにえらい王樣です。 |
Suna no Oukoku
Watashi wa ima suna no o-kuni no ousama desu. O-yama to, tani to, nohara to, kawa wo omou toori ni kaete yukimasu. O-togibanashi no ousama datte jibun no o-kuni no o-yama ya kawa wo, konna ni kae wa shinai deshou. Watashi wa ima honto ni erai ousama desu. |
UM057-um1090
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Il Regno di Sabbia Ora sono il sovrano di un paese di sabbia. Modello a mio piacere i monti, le vallate, i fiumi e le pianure. Neanche i re delle fiabe riescono a trasformare così corsi e montagne dei loro stessi regni. Sono un re proprio bravo. |
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Per la traduzione ©Settembre2019 Francesco Segola
Vietata la riproduzione della traduzione senza il mio consenso.
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sabato 31 agosto 2019
Kaneko Misuzu - Trump no O-uchi (La Casa di Carte)
金子 みすゞ - トランプのお家
トランプの札でお家を つくりませう。 お室はみんな裏むきで、 床のもやうがうつくしく、 ダイヤの一が電燈です。 お庭にやスペード、クラブの木、 ハートの花もちらちらと。 トランプの札のお家にや 誰が棲む。 四人の王と四人の女王のそのなかで、 きらはれもののスペードの、 王と女王を棲ませませう。 トランプの札のお家を こはしませう。 ボンボン時計が五つ鳴り、 ねえやが箒を持つて來た。 |
Trump no O-uchi
Trump no fuda de o-uchi wo tsukurimashou. O-heya wa minna uramuki de, yuka no moyou ga utsukushiku, dia no ichi ga denki desu. O-niwa nya spade, club no ki, heart no hana mo chirachira to. Trump no fuda no o-uchi nya dare ga sumu. Yonin no ou to yonin no joou no sono naka kirawaremono no spade no, [de,] ou to joou wo sumasemashou. Trump no fuda no o-uchi wo kowashimashou. Bonbon-dokei ga itsutsu nari, neeya ga houki wo motte kita. |
SO016-so5030
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La Casa di Carte Farò una casa con un mazzo di carte. In ogni stanza, col retro per motivo, verranno fuori splendidi pavimenti; l'asso di quadri¹ farà da lampadario. E nel giardino ci saranno degli alberi di picche e fiori, e sparsi un po' qua e là fiori di cuori. Chi abiterà la casa?² Tra i quattro re e le quattro regine, i detestati re e regina di picche.³ Butterò giù la mia casa di carte. Già batte il pendolo il suo quinto rintocco: ecco arrivare la serva* con la scopa. |
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¹ Il termine dia (ダイヤ, daiya) sta per diamond, il seme di quadri. ² Lett. Chi vivrà nella casa di carte? ³ Lett. La farò abitare ai detestati re e regina di picche. * Neeya (ねえや), giovane domestica nel linguaggio familiare. Il termine "serva" va inteso nell'accezione di "donna delle pulizie" (lo utilizzava spesso mia nonna, che faceva la serva in casa d'altri). |
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Per la traduzione ©Agosto2019 Francesco Segola
Vietata la riproduzione della traduzione senza il mio consenso.
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mercoledì 7 agosto 2019
Kaneko Misuzu - Shouji (Shōji)
金子 みすゞ - 障子
お部屋の障子は、ビルディング。 しろいきれいな石づくり、 空まで届く十二階、 お部屋のかずは、四十八。 一つの部屋に蝿がゐて、 あとのお部屋はみんな空。 四十七間の部屋部屋へ、 誰がはいつてくるのやら。 ひとつひらいたあの窓を、 どんな子供がのぞくやら。 ―窓はいつだか、すねたとき、 指でわたしがあけた窓。 ひとり日永にながめてりや、 そこからみえる青空が、 ちらりと影になりました。 |
Shouji
O-heya no shouji wa, building. Shiroi kireina ishizukuri, sora made todoku juuni-kai, o-heya no kazu wa, yonjuuhachi. Hitotsu no heya ni hae ga ite, ato no o-heya wa minna kara. Yonjuunana-ma no heya heya e, dare ga haitte kuru no yara. Hitotsu hiraita ano mado wo, donna kodomo ga nozoku yara. ―Mado wa itsudaka, suneta toki, yubi de watashi ga aketa mado. Hitori hinaga ni nagamete'rya, soko kara mieru aozora ga, chirari to kage ni narimashita. |
UM003-um1010
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Shōji* Lo shōji della stanza è proprio un bel palazzo fatto di pietre bianche, coi suoi dodici piani che raggiungono il cielo e un numero di stanze che ammonta a quarantotto. In una c'è una mosca, le altre son tutte vuote. Chissà chi entrerà in quelle quarantasette stanze. Che bimbi sbirceranno dalla finestra aperta? ―Aperta con un dito quand'ero un po' imbronciata. Mentre in un lungo giorno** me ne stavo a fissarlo da sola, il cielo azzurro che si vede da lì d'un tratto s'è adombrato. |
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* Pannello verticale scorrevole in carta di riso su telaio di legno. ** Hinaga (日永) è un termine stagionale (季語, kigo) che indica la primavera. Ho unito nello stesso periodo i primi quattro versi. Lett. Lo shōji della stanza è un palazzo.//Una bella costruzione in pietre bianche,/dodici piani che arrivano fino al cielo,/il numero delle stanze è quarantotto. |
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Per la traduzione ©Agosto2019 Francesco Segola
Vietata la riproduzione della traduzione senza il mio consenso.
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domenica 28 luglio 2019
Kaneko Misuzu - Ningyou no Ki (L'Albero delle Bambole)
金子 みすゞ - 人形の木
いつだか埋めた種からは、 ちひさい桃の木生えました。 たつた一つの人形だけど、 お庭のすみに埋めませう。 さみしくつてもがまんして、 ちひさい二葉を待ちませう。 ちひさいその芽をそだてたら、 三年さきで花が咲き、 秋にやかはいい人形が生つて、 町ぢゆうの子供にひとつづつ、 木からもいではわけてやる、 人形の木が生えるから。 |
Ningyou no Ki
Itsudaka umeta tane kara wa, chiisai momo no ki haemashita. Tatta hitotsu no ningyou dakedo, o-niwa no sumi ni umemashou. Samishikutte mo gaman-shite, chiisai futaba wo machimashou. Chiisai sono me wo sodatetara, sannen saki de hana ga saki, aki nya kawaii ningyou ga natte, machijuu no kodomo ni hitotsuzutsu, ki kara moide wa wakete yaru, ningyou no ki ga haeru kara. |
SO010-so5018
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L'Albero delle Bambole Da un seme lì piantato non so quando è nato un piccolo albero di pesco. So che è solo una bambola, però la pianterò in un angolo in giardino. Anche se sentirò la sua mancanza, aspetterò paziente che germogli. E, crescendo quel piccolo germoglio, dopo tre anni sbocceranno dei fiori che in autunno daranno belle bambole. Perché spunterà un albero di bambole che coglierò dall'albero per darne una a ciascun bambino di città. |
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Per la traduzione ©Luglio2019 Francesco Segola
Vietata la riproduzione della traduzione senza il mio consenso.
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sabato 20 luglio 2019
Takahashi Mutsuo - Negawaku wa (Spero)
高橋 睦郎 - 願わくは
正直に打ち明けようか
ほんとうは 日本が無くなっても
日本人がいなくなってもいい
人類が亡びはててもかまわない
ただ願わくは 恐怖に目を見ひらいて
一瞬の銃撃で倒されるようなことがないよう
落葉のように しぜんに生命の幹から離れ
朽葉のように ゆっくり分解するといい
その上に 澄みきった青い無がひろがり
その無も 自ら知らず消滅するといい
『何処へ』より
**********************
Negawaku wa
Shoujiki ni uchiakeyou ka
Hontou wa nihon ga nakunatte mo
nihonjin ga inakunatte mo ii
Jinrui ga horobihatete mo kamawanai
Tada negawaku wa kyoufu ni me wo mihiraite
isshun juugeki de taosareru youna koto ga nai you
Ochiba no you ni shizen ni seimei no miki kara hanare
kuchiba no you ni yukkuri bunkai-suru to ii
Sono ue ni sumikitta aoi mu ga hirogari
sono mu mo mizukara shirazu shoumetsu-suru to ii
"Doko e" yori
**********************
Spero
Posso essere sincero?
La verità è che se anche il Giappone
e tutti i giapponesi sparissero, a me starebbe bene
Se l'umanità intera si estinguesse, non me ne importerebbe
Spero soltanto di non essere steso
da un colpo di pistola, gli occhi sgranati dal terrore
Di separarmi dal tronco della vita
in modo naturale come foglia che cade
Di decompormi lentamente come una foglia marcia
E spero anche che si spalanchi un nulla azzurro terso
e che quel nulla svanisca nella mia ignoranza
Da "Dove Andiamo?" (Quo Vadimus - 書肆山田, 2011)
正直に打ち明けようか
ほんとうは 日本が無くなっても
日本人がいなくなってもいい
人類が亡びはててもかまわない
ただ願わくは 恐怖に目を見ひらいて
一瞬の銃撃で倒されるようなことがないよう
落葉のように しぜんに生命の幹から離れ
朽葉のように ゆっくり分解するといい
その上に 澄みきった青い無がひろがり
その無も 自ら知らず消滅するといい
『何処へ』より
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Negawaku wa
Shoujiki ni uchiakeyou ka
Hontou wa nihon ga nakunatte mo
nihonjin ga inakunatte mo ii
Jinrui ga horobihatete mo kamawanai
Tada negawaku wa kyoufu ni me wo mihiraite
isshun juugeki de taosareru youna koto ga nai you
Ochiba no you ni shizen ni seimei no miki kara hanare
kuchiba no you ni yukkuri bunkai-suru to ii
Sono ue ni sumikitta aoi mu ga hirogari
sono mu mo mizukara shirazu shoumetsu-suru to ii
"Doko e" yori
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Spero
Posso essere sincero?
La verità è che se anche il Giappone
e tutti i giapponesi sparissero, a me starebbe bene
Se l'umanità intera si estinguesse, non me ne importerebbe
Spero soltanto di non essere steso
da un colpo di pistola, gli occhi sgranati dal terrore
Di separarmi dal tronco della vita
in modo naturale come foglia che cade
Di decompormi lentamente come una foglia marcia
E spero anche che si spalanchi un nulla azzurro terso
e che quel nulla svanisca nella mia ignoranza
Da "Dove Andiamo?" (Quo Vadimus - 書肆山田, 2011)
Per la traduzione ©Luglio2019 Francesco Segola
Vietata la riproduzione della traduzione senza il mio consenso.
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